Un robot dirige un’orchestra

2017-09-19 - Il robot YuMi di ABB, al centro della scena a Pisa, dirige Andrea Bocelli e l’Orchestra Filarmonica di Lucca

A cura di Saswato Das



Una volta concluso il concerto, dopo che il famoso tenore e i musicisti hanno fatto i loro ultimi inchini e l’eco dell’ultimo appaluso è terminato, quando il palcoscenico si è svuotato e l’ultimo spettatore è uscito dalla sala del concerto, il direttore – il robot collaborativo a due bracci di ABB YuMi – aveva la stessa espressione che ha avuto durante la performance. A differenza di un direttore umano, YuMi non si è ritirato dietro le quinte per salutare i fan. Non c’è stato nessun teatrale gesto di saluto; nessun riconoscimento per la storica impresa realizzata; nessun brindisi con lo champagne per celebrare il momento. Le mani di YuMi erano bloccate in posizione; il computer che lo controllava era spento e il robot sembrava imperscrutabile come sempre.

Nel frattempo il pubblico era ancora meravigliato per ciò a cui aveva assistito. YuMi ha diretto magistralmente i cantanti Andrea Bocelli, Maria Luigi Borsi e l'Orchestra Filarmonica di Lucca in un programma con brani tratti da opere di Verdi, Puccini e Mascagni.

Bocelli ha poi dichiarato che è stato divertente cantare con Yumi. Il CEO di ABB, Ulrich Spiesshofer, che ha supervisionato lo sviluppo e il lancio del robot ed era presente per assistere alla direzione di Yumi, ha dichiarato che il vero successo di YuMi sta nell’interazione tra il software e l' hardware e di come i due funzionino perfettamente all’unisono.

La conduzione di un'orchestra è notevolmente difficile ma YuMi, un robot del peso di circa 35 chili, lo ha fatto con fluidità ed eleganza. YuMi è stato programmato da Andrea Colombini, direttore dell'Orchestra Sinfonica di Lucca. I programmatori di YuMi hanno implementato un software di insegnamento guidato dei movimenti. Il robot è infatti in grado di memorizzare i movimenti quando qualcuno gli muove i bracci. Questo processo di insegnamento attraverso la guida fisica, anziché affidarsi a codici complessi, è conosciuto come programmazione guidata (“lead through programming”) e rappresenta la tecnica più moderna nella robotica. "La flessibilità dei bracci di YuMi è assolutamente impensabile", ha osservato Colombini dopo aver provato con il robot. "Non proprio incredibile, ma impensabile per una macchina".



YuMi è stato introdotto sul mercato nel 2015, studiato innanzitutto per l'industria elettronica. È progettato per replicare i sofisticati e complessi movimenti delle braccia, dei polsi e delle mani umane. Ogni braccio di YuMi si muove su sette punti asse (più di un tipico robot di questo tipo), che consentono una grande flessibilità, precisione e movimenti veloci e fluidi. Ciò permette di collaborare in modo sicuro e più efficace con gli esseri umani, lavorando fianco a fianco per sostenere gli operatori in compiti difficili, pericolosi o ripetitivi in qualsiasi settore, dall'assemblaggio di parti elettroniche e orologi all’imballaggio di prodotti alimentari.

Oltre al suo debutto nella direzione d’orchestra a Pisa, YuMi ha recentemente suonato la campana di apertura alla borsa NASDAQ a New York, ha risolto il Cubo di Rubik di fronte a una platea di spettatori in un minuto e nove secondi e ha aiutato un paziente affetto da sclerosi multipla a giocare a scacchi.

Qual è stato il piacere di avere un robot come direttore? Il flautista Andrea Griminelli, che ha affiancato Bocelli per parte del programma, ha dichiarato di non aver mai assistito a niente di simile. "Ci sono alcuni direttori i cui movimenti sono difficili da seguire. YuMi era bellissimo. Immaginate se il robot fosse stato programmato da un eccezionale direttore come Herbert von Karajan o Riccardo Muti, molti musicisti apprenderebbero come un grande maestro dirige un'orchestra. Sarebbe prezioso per musicisti e direttori in erba".

Alla fine del concerto il pubblico ha regalato agli esecutori una standing ovation. Era ben oltre la mezzanotte. Le luci all'interno del grande Teatro Verdi a Pisa affrescato, progettato in stile neoclassico dall'architetto veneziano Andrea Scala, si sono spente. All'esterno della facciata del teatro del XIX secolo, sulla Piazza San Paolo All'Orto, qualche turista indugiava ancora sotto gli occhi vigili di un paio di carabinieri che si trovavano nella loro auto di servizio. A un paio di isolati di distanza, il fiume Arno, con le sue acque fangose ora oscurate dal buio, scorreva lentamente, una presenza placida in una brillante notte toscana.







Note sull'autore:
SASWATO DAS

Sono Head of External Communications and Content per ABB





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