Armatevi di molta pazienza: la conversazione di questo mese potrebbe andare avanti per uno o due decenni

2014-01-17 - Entro il 2040, l’uso globale di energia aumenterà di oltre il 50%. Pertanto, la discussione sul rendimento energetico non è mai stata così importante.

L’Africa ha i suoi “Big 5” (elefanti, rinoceronti, bufali, leoni e leopardi). Anche il rendimento energetico ha i suoi settori “Big 5”: acciaio, prodotti chimici, cemento, carta e alluminio. Complessivamente, a livello mondiale, questi settori assorbono circa il 60% dei consumi energetici.
Queste industrie affrontano da anni le problematiche del rendimento energetico e, da un punto di vista puramente economico, hanno dovuto adottare rigide misure per ridurre l’utilizzo di energia. I miglioramenti adottati a partire dal 1975 hanno contribuito a ridurre di circa la metà l’energia necessaria per produrre 1 tonnellata di acciaio grezzo.
Malgrado questi miglioramenti, l’industria assorbe una quota sempre maggiore di energia a livello mondiale: fino al 25% circa nel 2011, rispetto al 19% del 1990. Accanto a questi settori "Big 5", vi sono molte altre industrie che assorbono meno energia, ma stanno scoprendo che “fare di più con meno” non solo è vantaggioso in termini di costi, ma è diventato un imperativo per essere competitivi.
I clienti del settore alimentare ormai vogliono sapere quanta energia è stata assorbita per produrre un succo d’arancia e non solo la sua quantità di calorie. Le aziende farmaceutiche, la cui priorità primaria è sempre stata di immettere in produzione i propri prodotti il più in fretta possibile per poter sfruttare completamente i propri brevetti, stanno scoprendo l’importanza di un utilizzo più efficiente dell’energia.

Attualmente, alcuni dei più grandi e potenti acquirenti del mondo nel settore consumer, tra cui Wal-Mart, Procter & Gamble, Pepsi, Unilever e Nestlé stanno richiedendo ai propri fornitori di dichiarare le loro emissioni di carbonio e il loro impatto ambientale. Il momento è arrivato, ma c’è ancora una grande distanza dal punto di vista energetico fra le migliori aziende del mondo e quelle che hanno ancora significative possibilità di miglioramento.


Come si fa a mangiare “l’elefante”?

Il rendimento energetico e l’energia in generale sono fra le problematiche sociali più complicate che dobbiamo affrontare e sono inscindibilmente connesse alla nostra qualità della vita, alle opportunità economiche e profondamente radicate nel terreno della politica.
L’argomento energetico ha molte sfaccettature e deve fare i conti con opinioni forti sotto molti punti di vista. È sufficiente rifarsi al recente “dibattito maratona” di 36 ore di Varsavia, in Polonia, durante il quale gli esperti sul clima sono riusciti a raggiungere un accordo fragile e poco incisivo.
Il raggiungimento di un punto di svolta sul rendimento energetico a livello industriale si preannuncia come una lunga partita. Non si tratta neanche di un argomento accattivante, se paragonato alle auto elettriche o all’energia solare ed eolica e, raramente, riesce ad avere una copertura mediatica adeguata. Ma è una tappa importantissima per affrontare i cambiamenti climatici e la maggior parte delle tecnologie necessarie sono già attualmente disponibili: perciò la partita potrebbe essere breve, anche per noi.
Un buon punto di partenza per incrementare l’adozione di queste soluzioni potrebbe essere il semplice avvio di una discussione in grado di aumentare la consapevolezza: a che punto siamo? Come ci posizioniamo rispetto ai campioni mondiali? E, cosa più importante, dove potremmo posizionarci se le cose evolvessero al meglio?
È proprio questo che ABB sta facendo nel mese di gennaio. Stiamo parlando dei piani d’azione e della politica, delle tecnologie e della casistica commerciale. E speriamo di riuscire a invogliare le industrie in molte aree del mondo a porsi la domanda fondamentale e critica: “Come posso fare di più utilizzando meno energia?”

Continuate a tenerci d’occhio, potrete trovare nuove risposte a questa domanda!

      • Twitter
      • Facebook
      • LinkedIn
      • Weibo
      • Stampa
      • Email
    seitp202 98e80c8c7fb5a57ec1257c620040c78a