Risultati 1999 del gruppo ABB Italia

L'Assemblea di Asea Brown Boveri SpA ha approvato il bilancio consolidato del Gruppo per l’esercizio 1999.

Milano, 9 maggio 2000 -
  • Aumento dell’8% dei ricavi
  • Risultato prima delle imposte più che raddoppiato a 241 miliardi di lire ed utile netto a 167 miliardi di lire, includendo gli utili da cessione di aziende alla società mista ABB ALSTOM POWER

In un anno trascorso senza che nel nostro Paese si realizzasse l’auspicata ripresa economica, ABB Italia ha aumentato i propri ricavi dell’8%, passando a 2.908 miliardi di lire dai 2.702 miliardi del 1998.
Per un confronto omogeneo i dati del 1998 non tengono conto delle società del Settore Produzione di Energia cedute alla società mista ABB ALSTOM POWER.
La crescita dei ricavi si è manifestata in particolare sul versante delle esportazioni, anche grazie all’indebolimento dell’euro nei confronti del dollaro USA registrato nel corso del 1999.
Le esportazioni hanno rappresentato il 45% dei ricavi (1998: 42% in termini omogenei).

Gli ordini ricevuti sono stati complessivamente inferiori rispetto al 1998 di circa il 5%, raggiungendo 2.961 miliardi di lire (1998: 3.110 miliardi).
La diminuzione si è registrata esclusivamente negli ordini dai mercati esteri; per il 2000 si prevede un’ inversione di tendenza, grazie all’attenuarsi dell’instabilità finanziaria di aree quali l’America Latina ed il Sud Est Asiatico e soprattutto grazie alla capacità delle nostre aziende di affermarsi sul mercato internazionale, nonostante una guerra dei prezzi che si fa sempre più accesa.
Anche per quanto concerne l’acquisizione di grandi contratti, si è registrata una minore incidenza degli ordini esteri; infatti nel corso del 1999 le grandi commesse ottenute in Italia nel settore ferroviario, per un importo di circa 236 miliardi di lire, hanno bilanciato le acquisizioni fatte in Algeria nel settore Oil, Gas and Petrochemicals per un importo pari a circa 270 miliardi di lire.

Il risultato operativo è stato di 5 miliardi di lire contro i 122 miliardi dello scorso anno. Su tale risultato hanno influito le decisioni di ridimensionamento della base produttiva nelle attività manifatturiere, la chiusura di vecchie pendenze giunte a maturazione nel corso dell’anno ed il risultato negativo della gestione della tesoreria.

Il risultato prima delle imposte è invece più che raddoppiato, raggiungendo 241 miliardi di lire (1998: 103 miliardi ). L’utile netto è stato di 167 miliardi di lire contro gli 8 miliardi del 1998. La gestione delle partecipazioni e delle altre componenti del capitale ha consentito di realizzare consistenti utili da cessione di aziende trasferite alla società mista ABB ALSTOM POWER.

Al 31 dicembre 1999 il numero degli addetti era di 8.818 rispetto alle 9.250 unità di fine 1998 (11.639 considerando anche le società del Settore Produzione di Energia cedute nel 1999).

Nei Settori Trasmissione e Distribuzione di Energia le prospettive di mercato, dopo il lavoro di razionalizzazione attuato e con il ridimensionamento programmato della base produttiva, appaiono migliori che in passato. In particolare saranno sviluppati i programmi di presenza sul mercato italiano della produzione di energia distribuita, grazie all’integrazione di Telecogen, acquisita nel corso dell’anno.

Nel Settore Automazione all’inizio del 2000 è stata completata l’integrazione delle attività italiane della Elsag Bailey H. B. Il Settore è oggi quello dimensionalmente più rilevante di ABB Italia, con circa il 27% sia dei ricavi che degli ordini.

Nel Settore Building Technologies (in precedenza denominato Prodotti e Sistemi di bassa tensione) con decorrenza dal gennaio 2000 si è proceduto alla concentrazione in un’unica società, denominata ABB Sace S.p.A., delle attività svolte dalle quattro società ABB Sace Low Voltage, ABB Elettrocondutture, ABB LucaSystem ed ABB Turati.

Nel Settore Oil, Gas and Petrochemicals, nel 1999 si è avuta la ricapitalizzazione della ABB Soimi Engineering & Contracting S.p.A, accompagnata dall’acquisto del ramo d’azienda “stazioni di compressione” e della società SARPI, joint venture con Sonatrach con sede ad Algeri. Con tali decisioni si è avviato il rilancio del Settore italiano Oil, Gas and Petrochemicals con nuove promettenti condizioni di sviluppo caratterizzate da una forte presenza internazionale e dalla possibilità di offrire impianti e soluzioni EPC (engineering, procurement and construction).

Il Settore Servizi Finanziari, in linea con le direttive generali di Gruppo, svilupperà nuovi pacchetti di finanziamento a supporto delle vendite di ABB e contribuirà a creare nuovi canali di mercato basati sull’e-commerce.

Commentando i risultati 1999 del Gruppo ABB in Italia, il Presidente Umberto Di Capua ha dichiarato:”Il consistente aumento dei ricavi nel 1999, realizzato in un anno in cui in Italia non si è manifestata l’attesa ripresa economica, ci induce ad un moderato ottimismo per l’anno in corso, confortato dalle previsioni di crescita del nostro Paese e dell’intera Unione Europea.
I cambiamenti organizzativi realizzati in ABB Italia nel 1999 ed in questi primi mesi del 2000 ci consentono inoltre di trovarci pronti ad affrontare la sfida della “Nuova ABB” , contrassegnata dallo spostamento verso una tipologia di business a maggior valore aggiunto e sempre più basata sulla conoscenza e sul service”.

Gian Francesco Imperiali, dall’inizio del 2000 Amministratore Delegato di ABB SpA e Country Manager di ABB Italia, ha a sua volta dichiarato “Il nuovo portafoglio di attività ABB, che vede nel settore Automazione quello dimensionalmente più rilevante, è caratterizzato da una sempre maggiore attenzione alle soluzioni basate sulle tecnologie informatiche e sull’hi-tech ed alla costruzione di un rapporto di partnership con i nostri Clienti.
Nell’ambito delle strategie di Gruppo, ABB Italia punta ad essere riconosciuta per la sua capacità di incorporare intelligenza nei propri prodotti e sistemi ed è impegnata a migliorare ulteriormente la propria posizione nel commercio elettronico business to business

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